Bellante (Teramo): Battesimo 1643 e atto notarile 1627

Hai fotografato un documento in latino ma non riesci ad interpretarlo o tradurlo? Posta qui l’immagine e ti aiuteremo.


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libero7
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Bellante (Teramo): Battesimo 1643 e atto notarile 1627

Messaggio da libero7 »

Buonasera.
Le mie ricerche genealogiche, che conduco ormai da due anni con crescente passione, sono giunte ad un punto cruciale. Ho rintracciato il documento di battesimo del mio antenato Antonio Casalena, nato a Bellante nel 1643, da cui deduco il nome del padre (Archita Casalena), mentre quello della madre non riesco a decifrarlo bene (Marina?), così come quello della madrina.
C'è poi un atto notarile del 1623 (almeno così mi pare), in copia, dove viene citato Archita Casalena, e un altro (il fratello?) di nome Tuzio, ma non mi è chiaro il contesto: non capisco di cosa parli l'atto, e perché tiri in ballo un lungo elenco di persone.
Allego scansione dei documenti, sperando che qualche volenteroso possa fornirmi qualche elemento in più. Immagine
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gianantonio_pisati
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Messaggio da gianantonio_pisati »

La madre potrebbe chiamarsi Marisa o Merisa e la madrina Maragancila?
io 1983-G.Pietro 1955-Antonio 1920-Carlo Andrea 1886-Pietro 1850-Giulio 1812-G.Batta 1789-Francesco M. 1760-G.Batta 1717-Francesco M. 1692-G.Batta 1657-Carlo G. 1629-G.Batta 1591-G.Andrea 1565-Pietro-G.Francesco-Pietro di Bartolomeo Broffadelli e Rosa Pisati di Leonino-Bertolino-Leonino? (v. 1428)

gianantonio_pisati
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Messaggio da gianantonio_pisati »

Nell'atto si dice che Tuzio intende accedere agli ordini sacri e allora dona ai fratelli Fortebraccio e Archita la sua parte di casa paterna posta in vico S. Lucia.
io 1983-G.Pietro 1955-Antonio 1920-Carlo Andrea 1886-Pietro 1850-Giulio 1812-G.Batta 1789-Francesco M. 1760-G.Batta 1717-Francesco M. 1692-G.Batta 1657-Carlo G. 1629-G.Batta 1591-G.Andrea 1565-Pietro-G.Francesco-Pietro di Bartolomeo Broffadelli e Rosa Pisati di Leonino-Bertolino-Leonino? (v. 1428)

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libero7
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Messaggio da libero7 »

Marisa o Marina è possibile, Maragancila sembra anche a me, ma non assomiglia ad alcun nome che io abbia mai sentito. Il cognome (della madrina) dovrebbe essere Orazi.

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libero7
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Messaggio da libero7 »

Marisa o Marina come nome della madre è probabile. Maragancila sembra anche a me, ma non assomiglia ad alcun nome che io abbia mai sentito. Il cognome della madrina dovrebbe essere Orazi.

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Messaggio da libero7 »

gianantonio_pisati ha scritto:Nell'atto si dice che Tuzio intende accedere agli ordini sacri e allora dona ai fratelli Fortebraccio e Archita la sua parte di casa paterna posta in vico S. Lucia.
Questo è molto interessante, quindi Fortebraccio è il nome di un altro fratello.

AleSarge
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Messaggio da AleSarge »

Il nome della madre potrebbe essere anche Monica o Menica (Domenica); quello della madrina sembra piuttosto strano… assomiglia in effetti a Maragancila. Azzardo un'ipotesi: potrebbe essere la trascrizione un po' "fantasiosa" di un nome non italiano?
Alessio 1999 < Marco 1968 < Amelio 1924 < Umberto 1895 < Giuseppe 1863 < Serafino 1823 < Tommaso 1790 < Pietro 1765 < Bartolomeo 1725 < Giovan Domenico 1693 < Bartolomeo 1670 ca. < Domenico 1640 ca.

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Messaggio da libero7 »

AleSarge ha scritto:Il nome della madre potrebbe essere anche Monica o Menica (Domenica); quello della madrina sembra piuttosto strano… assomiglia in effetti a Maragancila. Azzardo un'ipotesi: potrebbe essere la trascrizione un po' "fantasiosa" di un nome non italiano?
Potrebbe. Certo che è davvero strano come nome.

Dopo il cognome (Orazi) c'è scritto "A Carrufo", che dovrebbe significare "(proveniente) da Garrufo", località poco distante da Bellante.

Kaharot
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Messaggio da Kaharot »

Io leggo Archita e Menica. E la madrina Maragancila (potrebbe essere una forma locale per Mariangela).
La memoria è la porta indispensabile per entrare nel futuro!
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Messaggio da libero7 »

Kaharot ha scritto:Io leggo Archita e Menica. E la madrina Maragancila (potrebbe essere una forma locale per Mariangela).
Per Maragancila, l'ipotesi lapsus calami è possibile? Potrebbe davvero trattarsi di una Mariangela scritta male.

Riguardo al secondo documento, sarebbe importante per me capire se tra i vari nomi citati c'è quello del padre di Tuzio, Archita e Fortebracccio Casalena.

Ad un certo punto viene citato un "fratre Germani", non capisco se è riferito ad un altro fratello di Tuzio , oppure ad un componente di un'altra famiglia.

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Messaggio da Kaharot »

Si cita un Tuzio Casalena fratello germano (cioè fratello di sangue). Per Maragancila non credo sia un errore, si diceva così e l'ha scritto così. Ancora oggi, in Sicilia, Angela si dice Gancila, per questo penso si tratti di Mariangela. Ma d'altra parte se nel testo si parla di un Tuzio e un Fortebraccio, non deve certo stupirci una Maragancila!
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Messaggio da libero7 »

Giusto. Pure Archita non scherza...
Mi sa che che i loro genitori erano piuttosto originali nella scelta dei nomi, chissà da quali suggestioni si sono fatti prendere...
La cosa buffa è che per i tre secoli successivi la discendenza è ricorsa ad una manciata di nomi di battesimo, più o meno sempre gli stessi.
Questi antichi nomi "alieni" sono stati subito abbandonati, forse un segnale di rottura, coinciso col trasferimento della famiglia da Bellante a Loreto (Aprutino).

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bigtortolo
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Messaggio da bigtortolo »

In nome di Dio amen. Anno dalla cirncocisione del Signore 1627, addì 14 Dicembre dello stesso anno e decima indizione, regnante il serenissimo e cattolico(?) signore nostro signor Filippo IV per grazia di Dio re di Castiglia, Aragona e delle due Sicilie, di Ungheria, Dalmazia e Croazia, felicemente nel suo ottavo anno di regno.
Atto in Bellante, presso la bottega di Giovanni Tommaso Casaleno, da un lato sul davanti la strada pubblica, dietro la roggia, dall’altro lato il possedimento di Mercurio Micchi e altre proprietà.
Noi Serafino Lucenzio di Bellante giudice regio a contratti, Lorenzo de Lorenzi della stessa terra pubblico notaio per la provincia d’Abruzzo citeriore ed ulteriore per regia autorità e i testimoni infrascritti vale a dire: dottor d’ambo le leggi Lucenzio Lucenzi, rev. don Garofalo Garofali, Annibale Spinozio e Cherubino Marzio di detto luogo, uomini letterari e a queste cose tutte chiamati etc. per il presente pubblico instrumento dichiariamo etc. che oggi nel presente giorno, anno e luogo, in presenza di noi di cui sopra giudice, notaio e testimoni etc., personalmente costituiti avanti noi Fortebraccio e Archita Casale di Bellante, consideranti in molti e molteplici e diversi modi ammisero avere essi ricevuto dal signore Tuzio Casalena loro fratello germano presente ed accettante e per amore fraterno volenti che detto sig. Tuzio possa agevolmente accedere ai sacri ordini, spontaneamente e non costretti, gli donano irrevocabilmente tramite donazione “inter vivos”, una loro casa sita in detta terra in vico S. Lucia confinante davanti e da un lato con la strada pubblica, sul retro la roggia, dall’altro i beni del fu Mercurio Micchi e altri confinanti noti (...) fino al cielo, oltre ad una loro vigna posta nel territorio di detta terra in contrada del Piano Civarello di tre miglia(?) di grandezza, confinante in testa, da un lato e al piede la strada pubblica, dall’altro lato i beni di Ludovico di Andrea ed altri, con piante ed altri, con l’accesso etc. unitamente a tutti i beni mobili presenti nella casa predetta dello stesso Archita ......
Vittore

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Messaggio da libero7 »

Fantastico. Grazie Vittore.
Non mi sono ancora chiare due cose: chi dona a chi (se Tuzio ai fratelli, o i fratelli a Tuzio), e chi è Giovanni Tommaso Casalena (credo il padre di tutti e 3).
Davanti al nome di Giovanni Tommaso (Gio Thoma) mi pare di intravedere una "f": forse significa "fu", ovvero che era defunto al momento della stesura dell'atto?
Se non ho capito male, l'atto veniva redatto a domicilio, era questa l'usanza?

gianantonio_pisati
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Messaggio da gianantonio_pisati »

Tuzio dona ai fratelli, per non far incamerare la sua quota di casa al convento o monastero o per lasciare più libertà ai fratelli riguardo ad una casa che non userà più. Non è detto che Giovanni Tommaso sia il padre, potrebbe essere il fratello, lo zio, il prozio, un cugino o un omonimo. Gli atti notarili venivano fatti nei luoghi più disparati: in casa del notaio, in casa di una delle due parti, in strada, in un campo, su una nave, in chiesa, in monastero, in convento, ecc.
io 1983-G.Pietro 1955-Antonio 1920-Carlo Andrea 1886-Pietro 1850-Giulio 1812-G.Batta 1789-Francesco M. 1760-G.Batta 1717-Francesco M. 1692-G.Batta 1657-Carlo G. 1629-G.Batta 1591-G.Andrea 1565-Pietro-G.Francesco-Pietro di Bartolomeo Broffadelli e Rosa Pisati di Leonino-Bertolino-Leonino? (v. 1428)

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