Pagina 2 di 2
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 13:58
da Rachis
Jack,
qual è la parrocchia chiusa?
Rachis
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 16:51
da Jack_Burton
Marsaglia (CN)
cioe', vengono a dir messa e scappano.
dorei beccare il "don" proprio in quel momento, perche altrimenti non ho trovato uno straccio direcapito telefonico per contattarlo.
Jack
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 16:53
da Alexfromsicily
Da quello che ne so,i processetti matrimoniali,se non sono conservati nell'archio della parrocchia si possono trovare all'Archivio Storico Diocesano.Io non ho ancora avuto modo di accedervi,ma so che sono li..ad aspettarmi

Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 17:53
da viviesse
Jack_Burton ha scritto:In parrocchia nel paese del mio ramo materno ci sono tutti dal 1686 al 1955
In parrocchia nel paese del mio ramo paterno non c'e' nemmeno il prete, non sono mai riuscito ad entrarci. Jack
Forse non hai superato il famoso "filtro" richiamato da Rachis...
v.
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 17:58
da bigtortolo
Jack, che fine ha fatto il tuo metodo subdolo?
Mi sa che ti sei ammosciato.
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 18:19
da Rachis
Jack c'è posta per te,
ma non è la De Filippi.
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 20:42
da octopus
E quando un parroco è poco sensibile, bisogna aiutarlo a diventare sensibile.
Per dire che oramai da anni la sensibilità verso la ricerca è cambiata basta andare sul sito "
www.memoriadeisacramenti.it", per capire quanto sta a cuore rendere disponibile l'immenso patrimonio archivistico dei cattolici.
Però Rachis convieni con me che quando il parroco dice no...è no.
E non ci sono santi a svuoverlo.
Lo stesso vale per la curia: soprattutto quando motiva il suo rifiuto dicendo che è in inventariazione (il famoso inventario metodo Penelope).
Convieni con me che dopo un po ti stanchi...e ti passa la voglia
Inviato: mercoledì 30 dicembre 2009, 21:50
da Rachis
Sono due piani diversi.
L'informazione e la realizzazione del servizio.
Cerco di dare la prima il più correttamente possibile.
Poi ci scontra con la realtà. Personalmente ho trovato molta disponibilità, accanto a dei rifiuti (pochi).
Dipende molto dalle singole persone, ma questo vale, Octopus, in tutti i settori.
C'è una cosa che noto: i parroci sono oberati di lavoro e quello di Jack penso abbia quattro parrocchie.
Qualche volta occorre tatto perché anziani, altre volte bisogna pazientare perché sfuggenti, qualche volta dicono di no immotivati e non va bene. Penso che in quest'ultimo caso è meglio un no motivato (almeno per me) piuttosto che lasciare le persone sul vago e creare un'opinione di chiusura, che poi si riverbera su tutti.
Infine. Chi fa gli inventari, chi riordina gli archivi? Pensi davvero che i parroci siano in grado tutti di farli? Io dico di no. Ci vorrebbero persone che accanto alle ricerche per se stessi spendessero un po' di tempo per consentire agli altri di accedere agli archivi parrocchiali. Sempre per la mia esperienza e per quella di altri amici, se una persona si rende disponibile, cade anche la prevenzione o una certa indisponibilità dei parroci. Sia chiaro non di tutti: ci sono quelli del no e basta.
Al comune ci sono gli impiegati che devono farlo a pagamento e qualcuno (per disincentivare) ti fa passare la voglia... Ma non per questo sono tutti fetenti...
Immagina quanto materiale c'è in un archivio diocesano. Nelle diocesi più piccole ci saranno almeno almeno un 10.000 pezzi: un migliaio di faldoni, un centinaio di registri, più le pergamene. Tutto affidato ad una persona. Nelle sezioni piccole di archivio di Stato quanto personale c'è?
Comunque non bisogna essere pessimisti.
Buona serata.
Rachis
Inviato: giovedì 31 dicembre 2009, 0:32
da fullons
Gentilissimi.
Finora non avevo mai capito la differenza tra gli "acta matrimonialia" conservati nella diocesi, e gli allegati ai matrimoni composti sia da atti dello Stato Civile sia da atti redatti dai parroci locali, firmati e timbrati dal sindaco e conservati nei vari archivi di stato.
Purtroppo nel mio caso l'archivio diocesano di Cosenza è stato dato alle fiamme dai soldati di Napoleone.
I registri parrocchiali che ho trovato incominciano solo dal 1746 per i battesimi e dal 1816 per matrimoni e defunzioni.
Credo che un modo molto efficace per continuare la ricerca sia studiare il catasto onciario datato al 1749.
E' molto probabile che nel catasto sia conservato anche uno stato delle anime oltre a una mappa catastale.
Sapete se gli archivi di stato siano disponibili a copiare e spedire questo tipo di documenti?
grazie
Inviato: giovedì 31 dicembre 2009, 10:51
da octopus
Non penso di sbagliare dicendo che ogni archivio, si autogestisce in base ad un regolamento interno.
Quindi per esempio se l'archivio di torino invia per email copie di documenti, non è detto che altri lo facciano. Se un archivio permette di fare delle foto, magari un altro ti obbliga ad utilizzare il suo service.
... quindi l'unico consiglio utile è sentire direttamente l'archivio.