Cappellania

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Caldie
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Cappellania

Messaggio da Caldie »

Ciao a tutti! Nella ricerca dei miei avi mi sono imbattuta nel termine "Cappellania": la terra e la casa della mia famiglia paterna (che poi sono diventate di proprietà della famiglia) risultavano far parte della Cappellania di Maria Vergine della Concezione nella Metropolitana di Urbino. Essa era "goduta" nel 1855 dal mio quadrisavolo Luigi Garulli e da un chierico, un certo Guidi Ulderico Eugenio di Cartoceto.
Qualcuno saprebbe darmi informazioni su questa istituzione?
Si trattava di un contratto simile alla mezzadria?
Dai registri del catasto di Pesaro leggo che nel 1863 (alla morte di Luigi) la Cappellania venne divisa tra i figli, la moglie ed un altro chierico, Teodori Giuseppe. Luigi avrà forse rilevato la terra?

Kaharot
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Messaggio da Kaharot »

Non credo che la cappellania abbia a che fare con il terreno. La cappellania infatti è un ente ecclesiastico per un un singolo fedele istituisce un luogo di culto particolare dotandolo di beni propri, ossia fornisce una rendita per sostenerlo economicamente. In esso si possono celebrare i sacramenti (specialmente la messa) quotidianamente, settimanalmente, o una tantum, a seconda delle disposizioni dell'istitutore.
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Caldie
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Messaggio da Caldie »

Mi sono imbattuta nella dicitura "Cappellania" cercando al catasto le mappe ed i vari passaggi di proprietà. Che attinenza potrebbe aver avuto con il terreno?

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ery1
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Messaggio da ery1 »

Buongiorno,
secondo me vuol dire che questi possedimenti sono beni ecclesiastici e non di proprietà del tuo avo.
Alcuni miei antenati avevano un vero e proprio oratorio.

Erica
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Caldie
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Messaggio da Caldie »

Quindi il mio avo poteva essere una specie di mezzadro?

Kaharot
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Messaggio da Kaharot »

Può anche darsi che era un terreno che fungeva da rendita per la cappellania. Mi sembra strano che con questo termine si indichi una proprietà della Chiesa.
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ery1
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Messaggio da ery1 »

Da Treccani:
"Cappellania. Il nome designa due tipi di enti diversi: la cappellania ecclesiastica e la laicale.
La prima è un vero e proprio beneficio eretto con decreto vescovile; ha come substrato economico i beni lasciati dal donante o dal testatore che ne volle l'erezione, ma essi con l'erezione sono divenuti a tutti gli effetti beni ecclesiastici (spiritualizzazione dei beni). Il titolare della cappellania è di solito proposto dal fondatore o suoi eredi, ma come ogni beneficiato viene istituito dal vescovo e dipende interamente da questi".
Caldie ha scritto:Quindi il mio avo poteva essere una specie di mezzadro?
Il mezzadro però divideva a metà i prodotti e gli utili col padrone, quindi non saprei.


Erica

gvvcc
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Messaggio da gvvcc »

Personalmente ho incontrato tutta una serie di cappellanie e legati pii lasciati da miei avi o da collaterali, nella mia esperienza, la maggior parte dellle cappellanie era fondata sulle rendite di beni (spesso terreni) lasciati dal defunto direttamente alla chiesa la quale, diventatane proprietaria, ne affidava la titolarità (sarebbe la gestione dei beni e l’obbligo di performare gli oneri di culto, spesso messe, che, nella mia zona, costavano 35 grana l’una, piú alta la rendita, piú messe si facevano...) ad un sacerdote, preferibilmente della famiglia del testatore o da lui nominato.

Mi è tuttavia capitato, piú di rado, di imabttermi in casi come il seguente: cappellania istituita non donando i beni alla chiesa, ma gravando l’eredità di due figlie con l’obbligo di trarre dalle rendite di alcuni fondi ereditati annui ducati 108 (cioè grana 10800, considerando che una porzione andava “in patrimonio sacro”, con quello che restava si facevano 14 messe al mese). La proprietà dei fondi restava alle figlie, dunque, con questo debito perpetuo...magari è quello che è accaduto anche in questo caso...se così fosse i Garulli erano già proprietari di quei beni nel 1855.

Come si legge nel documento, si parla proprio di “gravare l’eredità di una cappellania”: Immagine

Si tratta, tuttavia, nel mio caso della Napoli del 1830, come funzionasse a Pesaro non saprei...

Kaharot
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Chiariamo una cosa che forse non è stata ben compresa. Con il termine Cappellania si intende l'istituzione di un luogo di culto, una cappella appunto, cioè una piccola chiesa in cui un cappellano officia secondo le disposizioni dell'istitutore. Tale Cappella è per l'utilità personale/familiare dell'istitutore (e quindi si trova nella proprietà privata dello stesso) o anche di più persone sotto il servizio dello stesso (come nel caso dei cosiddetti casali, abitati da varie famiglie al servizio del proprietario di quel dato terreno).
Per le esigenze della Cappella e per il sostenamento del cappellano l'istitutore dotava il beneficio di qualche bene immobile fruttifero (cioè terreni e case) che potesse assicurare un guadagno perpetuo.
Potrebbe essere possibile che il termine cappellania, per estensione, venga usato per designare i terreni dotati a una cappellania. Ma il termine di per sé indica il beneficio spirituale e non materiale.
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Kaharot ha scritto:Chiariamo una cosa che forse non è stata ben compresa. Con il termine Cappellania si intende l'istituzione di un luogo di culto, una cappella appunto, cioè una piccola chiesa in cui un cappellano officia secondo le disposizioni dell'istitutore. Tale Cappella è per l'utilità personale/familiare dell'istitutore (e quindi si trova nella proprietà privata dello stesso) o anche di più persone sotto il servizio dello stesso (come nel caso dei cosiddetti casali, abitati da varie famiglie al servizio del proprietario di quel dato terreno).
Per le esigenze della Cappella e per il sostenamento del cappellano l'istitutore dotava il beneficio di qualche bene immobile fruttifero (cioè terreni e case) che potesse assicurare un guadagno perpetuo.
Potrebbe essere possibile che il termine cappellania, per estensione, venga usato per designare i terreni dotati a una cappellania. Ma il termine di per sé indica il beneficio spirituale e non materiale.
Che l’istituzione di una cappellania equivalga all’istituzione di un luogo di culto, i.e. erezione di una cappella (fisica costruzione o anche solo acquisizione della proprietà di una cappella preesistente) non credo equivalga al vero, trattasi, piuttosto, dell’istituzione di ente ecclesiastico di dotazione, consistente, appunto, in determinate rendite vincolate al mantenimento del patrimonio sacro ed agli oneri di culto stabiliti dal testatore (messe). Quindi si tratta di qualcosa di accessorio alla cappella, se c’è una cappella designata, o anche solo al patrimonio sacro del sacerdote designato come titolare del beneficio.
Vi sono casi in cui il legato consiste nell’edificazione di un edificio di culto ed, inoltre e distintamente, nella cappellania per dotarlo, ma tale cappellania è distinta dalla cappella in sè.

Tanto per esemplificare il non diretto legame cappella (edificio) = cappellania: la mia famiglia acquistó la proprietà di una cappella, sulla quale, mano a mano, piú generazioni riversarono tutta una serie di legati e cappellanie, andando a creare la situazione di una singola cappella e piú cappellanie. Oppure accadeva che esitesse una cappellania senza cappella designata, ma solo col il sacerdonte “oratore” designato: è il caso del documento che ho postato sopra, alla morte del testatore la cappellania andó ad un sacerdote che era parroco di una chiesa in città e lì si officiavano le messe in suffragio dell’anima del testatore, ma, morto questo sacerdote, il legato passó ad un altro sacerdote, della mia famiglia, rettore di svariate chiesette in campagna e la cappellania fu portata sulla cappella di famiglia cui mi riferivo prima.

Che i beni su cui pendeva una cappellania laicale, quindi beni di proprietà della famiglia non della chiesa, potessero per estensione essere chiamati cappellania a loro volta a me personalmente non è capitato, ma non è da escludere.

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Caldie
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Questa è la dicitura del 1855; l'impiegato con cui ho parlato ha ipotizzato che Guidi fosse il titolare del beneficio e che Luigi Garulli fosse colui che lo curava.

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Caldie
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Questo invece è l'atto successivo alla mortte di Luigi avvenuta nel 1863; qui compaiono anche i nomi della moglie e dei figli.

gvvcc
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Direi innanzitutto che dunque si usa il termine “cappella” per riferirsi ai beni con cui era stata costituita la cappellania (casa e terreni).

Poi leggo: “...goduta da Teodori Chierico Giuseppe per 1/2 e per l’altra 1/2 da Belpassi Lucia fu Vitale vedova Garulli usuf.a (usufruttuaria) assieme ai figli ... eredi proprietari...”, che i Garulli non discendessero da l’istitutore ma fossero solo usufruttuari per la metà, con la Chiesa nuda proprietaria?

L’atto di acquisto del gennaio 1894 a fine pagina non riporta nulla di interessante? Dice da chi i Garulli acquistano la proprietà?

luciano
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Re: Cappellania

Messaggio da luciano »

Caldie ha scritto:Ciao a tutti! Nella ricerca dei miei avi mi sono imbattuta nel termine "Cappellania": la terra e la casa della mia famiglia paterna (che poi sono diventate di proprietà della famiglia) risultavano far parte della Cappellania di Maria Vergine della Concezione nella Metropolitana di Urbino. Essa era "goduta" nel 1855 dal mio quadrisavolo Luigi Garulli e da un chierico, un certo Guidi Ulderico Eugenio di Cartoceto.
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Ma sei sicura siano la terra e la casa?? No perché nelle due immagini che hai postato si legge Cappella in Urbino e poi cappellania, come se appunto il bene materiale oggetto del Catasto fosse una Cappella in Urbino su cui era presente una cappellania il cui usufrutto andava ai tuoi avi e al prete designato per celebrare messe/funzioni

gvvcc
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Re: Cappellania

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luciano ha scritto: Ma sei sicura siano la terra e la casa?? No perché nelle due immagini che hai postato si legge Cappella in Urbino e poi cappellania, come se appunto il bene materiale oggetto del Catasto fosse una Cappella in Urbino su cui era presente una cappellania il cui usufrutto andava ai tuoi avi e al prete designato per celebrare messe/funzioni
Se c’era una cappella, intesa come edificio, non è censita tra i beni che producono rendita ai sensi catastali, si cita infatti solo una casa colonica, un prato ed un pascolo, che sono beni produttivi (a differenza di una cappella)...l’usufrutto era su metà di questi beni, l’altra metà andava al chierico, per il mantenimento della cappellania, immagino.

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