Monache

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ziadani
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Messaggio da ziadani »

Nel corso delle mie ricerche mi sono imbattuta spesso in parenti ritiratesi in monastero e che rivestivano qualifiche diverse: monaca conversa, monaca professa, monaca corista.
In internet ho trovato delle informazioni in proposito che però non mi soddisfano.
Qualcuno ne sa di più? Grazie.
Daniela<Liliana 1926<Emmelina 1896<Emma 1862<Elisabetta 1820<Giacomina 1798<Santa 1761<Giacomina 1737<Cecilia 1710

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bigtortolo
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Messaggio da bigtortolo »

Per le converse vedi qui:
http://www.cistercensi.info/testi/monache.htm

per le coriste:
http://dspace-roma3.caspur.it/bitstream ... 1/TESI.pdf

le professe invece erano monache che erano entrate in convento grazie ad una consistente dote spirituale, quindi o di famiglia nobile o altoborghese.
Vittore

Kaharot
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Messaggio da Kaharot »

Mi permetto dissentire sulle "professe".
Diciamo che fondamentalmente le converse (a volte dette anche commesse) erano l'equivalente di un "frate laico", che vive in convento svolgendo le mansioni più pratiche (giardino, cucina, altri servizi).
Le monache coriste è ben specificato nel link.
Le monache professe erano quelle che avevano celebrato la professione solenne, ossia avevano completato il tempo di formazione (che varia a seconda delle Congregazioni) e emettendo la professione solenne si impegnavano per tutta la vita a seguire la regola.
La questione dotale non c'entra con l'essere professe, anche per le clarisse e le domenicane, e rispettivi rami maschili, ci sono i professi e i conversi, eppure sono Ordini che non richiedevano nobiltà per entrarvi a far parte.
La differenza fra converse e professe (anche le coriste erano professe) è di carattere "regolare", riguarda cioè l'impegno preso dalla monaca nei confronti della regola: perpetuo per le professe, temporaneo (e quindi si rinnovava ogni anno) per le converse.
Che poi vi fosse spesso una concomitanza fra professe e nobiltà, ciò è dovuto al fatto che difficilmente una famiglia nobile avrebbe permesso che una propria figlia si "abbassasse" a svolgere mansioni umili. La nobiltà di cuore, purtroppo, anche nei luoghi sacri fa spesso fatica ad entrare!
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K.

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ziadani
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Messaggio da ziadani »

Grazie Big, grazie Kaharot.
Ora è tutto più chiaro.

Restando in argomento,avrei ancora una domanda.

Siamo nella zona di Venezia.
Con le soppressioni napoleoniche ho notato che tutte le monache di Murano furono concentrate nel monastero di Santa Maria degli Angeli e poi in quello di San Zaccaria a Venezia.
Altre rientrarono in famiglia (se ancora ne avevano una), mentre altre ancora vivevano sull'isola in una sorta di "comune" costituita da ex monache.

Avete qualche idea relativa alla diversa destinazione di queste monache?
Daniela<Liliana 1926<Emmelina 1896<Emma 1862<Elisabetta 1820<Giacomina 1798<Santa 1761<Giacomina 1737<Cecilia 1710

Kaharot
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Messaggio da Kaharot »

Penso che dipenda dall'Ordine/Congregazione a cui appartenevano.
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ziadani
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Grazie.
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Messaggio da ziadani »

In un testo della metà dell'800 trovo notizie sulla soppressione dei Monasteri di Murano.

Nel 1798 venne soppresso il Monastero di San Jacopo, qualche anno dopo quello di San Martino , nel 1806, dei dodici monasteri presenti sull'isola ne restava la metà.
Nulla si dice sulla sorte toccata alle Monache, tutte incorporate nel Monastero degli Angeli, dopo il 1810, data di soppressione definitiva.
L'unica nota riguarda l'ultima Badessa, Nob. Maria Cecilia Valmarana, rientrata in famiglia e deceduta nel 1825 a Mira e sepolta nella Barchessa Valmarana di Gambarare di Mira.

Proseguono le indagini.
Daniela<Liliana 1926<Emmelina 1896<Emma 1862<Elisabetta 1820<Giacomina 1798<Santa 1761<Giacomina 1737<Cecilia 1710

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Messaggio da Kaharot »

ziadani ha scritto: Nulla si dice sulla sorte toccata alle Monache, tutte incorporate nel Monastero degli Angeli, dopo il 1810, data di soppressione definitiva.
Considera anche che non sempre la soppressione era concomitante allo sgombero dei locali da parte dei religiosi. Per cui è possibile che le monache abbiano temporaneamente vissuto nei vecchi monasteri fino al trasferimento o abbiano occupato una parte di essi. Nella soppressione del 1866, ad esempio, ci sono molti esempi di monasteri chiusi ufficialmente in quell'anno ma abitati almeno fino all'anno successivo.
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Messaggio da ziadani »

Proseguendo nell'indagine ho scoperto che il Monastero di San Bernardo, tra o primi soppressi, venne assegnato alla Regia Marina e definito "Quartiere degli Invalidi", ospitante militari e le loro famiglie.

Le ex Monache, definite "pensionante" (e sono le uniche pensionate di tutto il periodo napoleonico), decedute sull'isola abitavano in parte in località lontana dal Monastero degli Angeli. Altre, come già detto erano rientrate in famiglia. Mi resta da capire quale fosse lo stabile al Ponte Longo, civico 573 e chi ne fosse il proprietario.
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