Cronache di un tour per cimiteri

Volete mettere a disposizioni di altri le vostre esperienze? Specificate qui dove avete svolto le vostre ricerche!

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Matteorm83
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Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Matteorm83 »

Ciao a tutti,

Volevo condividere con gli utenti del forum la mia esperienza di ricerca presso i cimiteri. Inizio introducendo come é scaturita la necessitá di esplorare questi luoghi affascinanti, misteriosi, ricchi di vite e di storie passate, ma anche di dolore e a volte collegati ad emozioni di paura.

Sono da tempo intento a ricostruire l'intero albero genealogico della mia famiglia e di tutti coloro che oggi o in passato hanno condiviso il mio cognome.
La mia fortuna é che ho capito che il cognome ha origine in un'unica zona comprendente circa quindici comuni di un'area principalmente rurale ai piedi dell'appennino tosco emiliano.
Questo mi ha permesso, tramite portale Antenati, di risalire a quattro avi che da inizio '800 hanno generato tutta l'attuale progenie, fatta di circa duecento persone viventi, senza escludere i rami estinti in tale periodo.
Con varie ricerche tramite documenti vari reperiti su internet, su siti e archivi specializzati, su archivi vari e tramite interviste e incontri fortuiti e fortunati, ho unito diversi puntini, ritracciando molti parenti contemporanei e passati e collegando diverse parentele.
Talvolta (molte volte), sono rimasto alle ipotesi data la mancanza di informazioni e di date o luoghi certi che mi permettessero di colmare alcuni buchi, soprattutto a cavallo tra il 19mo e il 20mo secolo.
Recentemente con la pubblicazione dei ruoli matricolari di quella provincia sono riuscito a tracciare nascita e paternitá della maggior parte degli individui maschi della famiglia vissuti in quel periodo. Una vera manna per me.
Dopo tutto ció, mi sono reso conro di avere ancora molte lacune da riempire, in particolare:
- le donne della famiglia, soprattutto tra il 1865 e il 1940, sono figure dimenticate e disperse. Di quelle poche che conosco ho notizie grazie a qualche fortunato ritrovamento documentale e per trasmissione orale.
- i morti molto giovani, bambini o in etá pre leva, spariscono facilmente dalla storia. Dopo una generazione nessuno se li ricorda.
- di molte persone solo il nome mi é noto, talvolta un grado o due di parentela per inquadrarne a grandi linee il periodo temporale. Informazioni non sufficienti per richiedere un certificato all'ufficii di stato civile, posto che si sappia a quale comune chiedere.

Mi sono quindi chiesto dove potessi colmare queste lacune e la risposta é stata il cimitero.
Cosí, armato di taccuino, penna e un bel supporto digitale per verificare i risultati delle mie precedenti ricerche (il cellulare), ho iniziato a recarmi presso i cimiteri della zona di mio interesse.

Prima di mettermi in viaggio ho studiato attentamente tramite internet e tramite google maps la posizione dei camposanti, grandi o piccoli che fossero. Un lavoro minuzioso e talvolta un po' alla cieca che mi ha permesso di risparmiare molto tempo, organizzare le mie spedizioni (abito a quattro ore di macchina dal luogo di interesse), dare le prioritá, stimare i tempi di una visita, ipotizzare in anticipo chi potesse trovarsi in un determinato cimitero.
Ho studiato attentamente la pianta dei cimiteri (google maps era l'unico strumento disponibile a tal fine) e ho preparato delle schede per raccogliere le informazioni. Le ho stampate e le ho portate con me.

Ho iniziato durante questo fine settimana, approfittando di un viaggio che mi ha portaro a passare in quelle zone pee due giorni consecutivi.
Durante la visita ho perlustrato dieci camposanti per un totale di sei ore di visite, divisi in due giorni. Una grande sudata e un mare di informazioni ed emozioni.
Un'occhiata alle previsioni del tempo é stata d'obbligo e per fortuna il clima ha aiutato.

Nel primo cimitero ho messo piede alle sette di mattina, orario che ho ritenuto consono per non soffrire il caldo e non dare troppo nell'occhio. Mi sentivo un po' fuori luogo con quel taccuino, le schede, la mappa del cimitero, gli appunti. Non volevo attrarre troppo l'attenzione. Mi sembrava come se stessi rubando dei segreti che sarebbero dovuti essere nascosti per l'eternitá.

Il primo cimitero é stato anche il piú grande da me visitato, un'ora e un quarto di tempo per visionare circa 4000 tombe divise tra cappelle private, lapidi e croci in terra e a parete, fornetti e cappelle familiari.
L'ho scelto perché sapevo, bene o male, chi vi avrei trovato. Era un modo per testare metodo e approccio.
Fortunatamente quasi tutte le cappelle erano aperte e davano quindi la possibilitá di entrare al loro interno.

Ho iniziato con le tombe a terra. Negli anni, a forza di consultare migliaia di fogli negli archivi cartacei e online, ho sviluppato la capacitá di individuare il mio cognome tra tanti in maniera veloce, quasi senza leggere, come se stessi cercando un dettaglio in un'immagine. Questa capacitá mi ha aiutato tantissimo nel camposanto. Camminavo tra le tombe quasi senza fermarmi, ogni volta che incontravo il cognome, vicino o lontano che fosse, lo riconoscevo. Mi sentivo come Eli Wallach nel finale de Il buono, il brutto, il cattivo.

Dopo due minuti che ero dentro ho subito trovato la prima persona, su una recente croce. Sapevo chi fosse, non sapevo fosse morto. Ci sono rimasto male. Sono stato lí qualche minuto in silenzio per rispetto, poi sono andato avanti.
Subito dopo mi sono imbattuto in una cappella, non della mia famiglia. Era aperta e soni entrato a dare un'occhiata. Mi sono ritrovato come se di fronte avessi avuto dei vecchi amici che non vedevo da tempo. Tanti nomi noti ai quali potevo finalmente dare delle date, talvolta dei volti. Scoprivo il nome della seconda moglie di un parente, vista solo una volta in una foto di 100 anni fa. Fino a quel momento pensavo fosse la prima moglie, madre dei vari figli, mi sbagliavo. Ho appuntato i nomi, le date, note varie e segno la posizione sulla mappa. Un saluto e ho proseguito.
Nel frattempo sono arrivati i primi visitatori. Mi sono irrigidito credendo di perdere quel momento di intimitá con gli uomini e le donne del passato della mia famiglia. Poi mi sono reso conto che mi sbagliavo. Chi visita un cimitero normalmente va a trovare una persona amata un amico o un familiare perduto. Chi per un motivo, chi per un altro, ci si teova tutti raccolti in un intimo incontro con la persona perduta. Ci si rispetta senza invadere la propria sfera.
Capito questo, ho ripreso speditamente. Ho fatto numerosi altri incontri con persone note e i miei appunti si sono riempiti di informazioni.
Ho trovato piú difficoltá con le vecchie lapidi sbiadite ed erose o con le croci arruginite, perché talvolta le scritte erano poco leggibili o mancanti. Ho incontrato una vecchia conoscenza. Guardando l'anno di nascita, 1863, ho capito chi fosse. Dopo aver aperto il telefono, ho scorso il mio archivio e ho cercato il suo nome. La data corrispondeva, il luogo pure. Adesso, oltre alla nascita, ne conosco il nomignolo e il nome del marito, nonché l'anno di morte e il volto.

Le lapidi al muro e le croci sono le piú difficili da esaminare. Le scritte sulle croci sono spesso fatte su placchette di latta di poco conto, sbiadite e corrose dal tempo, talvolta assenti. Quelle piú recenti sono su cartoncino plastificato attaccato con puntine al legno, una su due marcisce nel giro di una manciata di anni. Le lapidi incise sono piene di sorprese. Dato il consumo, le crepe, presenza di muschio e altre forme di vita, sembrano essere antichissime. In realtá spesso noto si tratti di manufatti di 100 / 150 anni al massimo. Se ripenso alle scartoffie consultatr negli archivi, queste sembrano ingannevolmente piú recenti, anche quando hanno 300 anni. L'esposizione all'ambiente esterno e alle intemperie dona ai cimiteri una falsa vecchiaia, come un uomo che ha lavorato la terra fin da bambino e a 60 anni ne dimostra 80.
Nel mio caso le lapidi a muro riportavano spesso la morte di persone nate prima del 1860, le piú vecchie tra cimiteri che ho visitato. Un ottimo collegamento con le fonti archivistiche in mio possesso, datate fino al 1865.

Finito il primo cimitero pieno di soddisfazione, sono salito in macchina e ho guardo l'ora: ero in perfetto orario. Proseguito lungo la strada verso il prossimo cimitero, lo trovo dopo una decina di minuti. Un piccolissimo cimitero con le spoglie di persone provenienti da due piccole frazioni limitrofe era lí ad attendermi.
La giornata era calda ma ventilata, gli alberi e i campi coltivati a fieno facevano da cornice. Il vento tra i rami e gli uccelli accompagnavano come una musica discreta.
Ci ero arrivato per scommessa, sapevo di alcune persone che vi erano nate in zona, ma sapevo anche che non vi erano morte e che in epoca antecedente, circa 50 anni prima, qualche antenata vi aveva preso marito.
La sorpresa é arrivata dopo poco il mio ingresso. Quattro incontri totalmente inaspettati, tre persone di fine '800 e un uomo recentemente scomparso, abbastanza giovane, di cui sapevo dai suoi cugini viventi e che non mi sarei mai aspettato di trovare lí. Con grande stupore ho riscontrato che nessuno di questi era collegato a coloro che mi avevano spinto fino a lí. L'impressione era che, per un motivo o per un altro, alcuni parenti fossero passati per quel luogo in momenti diversi. Erano contadini senza terra, si spostavano per coltivare le terre di altri. Probabilmente l'avere parenti in un luogo facilitava questi spostamenti, almeno cosí ho pensato.

Il cimitero successivo era quello di un dei principali centri della zona. Qui, circa 7 secoli fa, si era fatta la storia. Poi la decadenza e la decentralizzazione dell'Italia rispetto alle dinamiche europee e mondiali ne avevano decretato un parziale oblio, non totale solo grazie al riflesso dell'antico passato.
Il cimitero é grande, si sviluppa in salita su un colle da cui si domina la valle. Da lí settecento anni prima si sarrebbero potuti vedere gli eserciti guelfi e ghibellini fronteggiarsi aspramente all'ultimo colpo.
Rispetto ai precedenti cimiteri ho notato un diverso agio delle famiglie della zona. Erano presenti molte cappelle di famiglia, i loggiati avevano intere aree dedicate a delle famiglie specifiche con sculture e ornamenti. Anche le tombe a terra erano molto curate e fatte di materiali di maggior pregio rispetto ai precedenti cimiteri.
Dopo lunghi sali scendi ed dopo aver esplorato vecchi loggiati strutturati su piú livelli, ne sono uscito con le mani vuote ma con la consapevolezza che i miei antenati, arrivati in zona come coloni e mezzadri da comuni vicini, non si erano mischiati con le famiglie nobili prima e borghesi poi del borgo principale. Pertanto ne ho dedotto che sará piú facile trovarli nei paesini e nelle ville circostanti. Un ottimo indizio per le future ricerche.

Proseguendo verso altri cimiteri che sapevo mi avrebbero portato a contatto stretto con i cugini dei miei bisnonni, nel paese natale di mio nonno, decido di fare una tappa in piú rispetto al programma. Il sole ormai era alto ecpicchiava forte, cosí ho deciso che non sarei poi andato oltre.
Ho iniziato con due piccoli cimiteri relativi a due minuscole frazioni che si narra siano sorte su due insediamenti etruschi. Degli antichi ritrovamenti archeologici testimoniano che le dicerie hanno un fondo di veritá.
In questi luoghi hanno vissuto i miei antenati fino ad inizio '800, perció le mie aspettative erano piuttosto alte. Ne sono rimasto deluso constatando che nulla era riconducibile alla mia famiglia. Il motivo era che le sepolture non erano cosí antiche. Ho scoperto che uno dei due cimiteri é stato costruito nel 1878, 60 anni dopo le ultime testimonianze scritte. Fortunatamente le dimensioni erano tali da poterli visitare molto velocemente.
L'ultimo cimitero della giornata é stato quello del paese natale di mio nonno. Qui sapevo cosa aspettarmi, la visita era per me piú un atto dovuto che un motivo di ricerca. Il momento infatti é stato molto emozionante. Mi sono trovato di fronte alcuni cugini di mio padre e un fratello di mio nonno mai conosciuti ma di cui avevo sentito molto parlare. Proprio sul finire non sono mancate le sorprese, una donna di cui non avevo mai sentito dire nulla e due fratelli morti giovani, di paternitá incerta e sui quali potró indagare.

Il giorno dopo sono tornato nella zona, nel tardo pomeriggio. Nonostante la calura il cielo minacciava pioggia, cosí ho cercato di essere piú veloce possibile.
In programma aveco altri 5 camposanti, tre dei quali piuttosto grandi.
Nel primo ho fatto un buco nell'acqua, ma me lo aspettavo dato che in quel comune alcune donne della mia famiglia presero marito nella prima metá dell'800, poi nulla.
Nel secondo, il piú grande e complicato, ho girato a vuoto per quasi cinquanta minuti. Ad un certo punto mi somo trovato di fronte una cappella chiusa. Di solito provo a vedere se si aprono, in questo caso sembrava di no. Alzato lo sguardo ho notato scritto il nome di famiglia, anzi i cognomi delle persone sepolte al suo interno. Tre cognomi, uno era il mio. Questo mi ha dato il coraggio di provare ancora ad aprire quella porta. Ho spinto con piú decisione e la porta si é aperta, era solo un po' dura. La cappella al suo interno era rivestita con un marmo economico non troppo levigato, ne lucente, di colore grigio. Penso sia il tipo di marmo che usava chi non poteva permettersi di meglio in quell'epoca, un po' come i marmi bianchi di capitolato dei condomini moderni. Sono entrato con cautela e ho iniziato a leggere le iscrizioni su ciascuna tomba. Non erano incise, bensí stampate o simil verniciate in nero. Erano presenti le foto e sembrava che nessuno fosse entrato lí dentro da molto tempo. Ad un tratto mi trovo di fronte lei, una donna nata sul finire del'800. La sua tomba riportava un epitaffio che raccontava la sua vita, non brevissima e ricca di dispiaceri e sofferenze. Era la moglie del "padrone di casa", ma apparteneva alla mia famiglia. Sulla tomba, oltre alle date, erano riportati anche i luoghi di nascita e di morte. Era morta lí, ma era nata in altro luogo. Sono rimasto sbigottito, non l'avrei mai trovata e sembrava che volesse essere trovata. Dev'essere stata amata molto dai suoi familiari i quali le dedicarono quella tomba. Sono rimasto lí piú a lungo del solito e in cuor mio l'ho ringraziats prr essersi fatta trovare e per avermi dato gli strumenti per capire qualcosa in piú di lei. Nei successivi venti minuti non ho fatto ulteriori ritrovamenti, ma sono uscito con una soddisfazione piena. Oltre a quel ritrovamento la soddisfazione risiedeva nel fatto che i miei familiari avevano vissuto in quel comune per un paio di decenni nella seconda metá dell'800 e dopo altrettanti decenni di vuoto erano comparsi in altri luoghi dove prima non c'erano. Da lí, invece, ersno spariti. Questo avvalora una mia ipotesi secondo cui quei rami fossero correlati tra loro. Adesso ho nuove informazioni per verificare ció.
Mi sono spostato in un altro cimitero dove giá sapevo che svrei trovato delle persone note e dove speravo di trovare qualche novitá.
Le novitá sono arrivate. La prima ers una signora nata nel 1856. Nei miei archivi ci sono due papabili candidate e potró fare le dovute verifiche.
A seguire sono riuscito a trovare anche tutti i membri di un ramo familiare estinto di recente, di cui conoscevo un antenato nato attorno al 1880 e di cui non sapevo chi fosse il padre. Dei membri piú recenti ho trovato date di nascita e di morte, prezioso bottino. Dell'antenato invece ho scoperto la data di nascita, 1871, collocata in un decennio non coperto ne dai registri online di Antensti, ne dalle liste di leva in mio posdesso. Aggiungendoci poi che erano covissuti due omonimi probabilmente due cugini, nati negli anni '80 del 1800, sarebbe stato facile saltare a conclusioni errate. Adesso ho quanto basta per interrogare lo stato civile di quel comune.

Finito con l'ennesimo cimitero e tornato alla macchina mi sono diretto verso il cimitero di un borgo ameno, collocato piú in quota in una vallata. Si ers ormsi sul far della sera, l'aria iniziava a farsi frizzantina e il sole faceva debolmente capolino tra alcune nubi e le montagne. Il tempo stringeva e l'atmosfera cupa oltre al silenzio e all'amenitá del luogo rendevano la visita meno piacevole.
Non ne ho ottenuto nulla se non qualche brivido finale.

Sarebbe rimasto un ultimo piccolissimo cimitero, non fosse stato che era tardi e quasi buio ed era ora di tornare verso casa, diverse centinaia di km di distanza. Sará per la prossima volta, ho ancora molti luoghi da esplorare.

Durante il ritono ho ripensato a questa esperienza. Mi ha lasciato un senso di appagamento, un serena commozione e la consapevolezza di aver portato a casa qualcosa in piú. La prossima visita avverrá non so quando cosí avró tutto il tempo di pianificarla per bene e di scegliere i cimiteri da visitare.

Spero con questo racconto di aver condiviso almeno una parte delle emozioni che ho provato e di aver dato uno spunto di ricerca ad altri genealogisti amatoriali.

Se avete avuto esperienze analoghe mi piacerebbe che le condividiate e mi piacerebbe raccogliere qualche opinione o commento sulla mia esperienza.

Grazie,

Matteo
Enea e Lena (Milano) < Matteo (1983 - Roma) < Pietro (1944 - Roma) < Bruno Dino (1914 - Chitignano) < Pietro (1888 - Chitignano) < Pasquale (1853 - Chitignano) < Luigi (1795 Circa - Chitignano) < Niccoló (1762 Circa - Chitignano) < Paolino (?)

Aster
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Aster »

Ho letto questo tuo racconto tutto in un fiato....hai espresso in modo sublime ciò che io sento ma che non saprei esprimere in questo modo. Quando visito i cimiteri e "incontro" qualche nome scoperto nelle mie ricerche provo una grandissima emozione, come se ritrovassi un caro amico dopo tanti anni.
Saluto. Mi soffermo qualche minuto. Pulisco con la mano la lapide. Chiudo gli occhi e ringrazio per questa grande possibilità che mi è stata concessa.

Matteorm83
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Matteorm83 »

Aster ha scritto:
martedì 7 giugno 2022, 22:56
Ho letto questo tuo racconto tutto in un fiato....hai espresso in modo sublime ciò che io sento ma che non saprei esprimere in questo modo. Quando visito i cimiteri e "incontro" qualche nome scoperto nelle mie ricerche provo una grandissima emozione, come se ritrovassi un caro amico dopo tanti anni.
Saluto. Mi soffermo qualche minuto. Pulisco con la mano la lapide. Chiudo gli occhi e ringrazio per questa grande possibilità che mi è stata concessa.
Ciao Aster, un enorme grazie per averlo letto fino in fondo. Sentivo il bisogno di condividere queste emozioni e di ripercorrerle in qualche modo. Non volevo peró essere cosí prolisso, credendo che nessuno avrebbe avuto voglia di leggerlo. Poi peró il racconto é venuto da se e ho preferito lasciarlo "al naturale", spontaneo.
Ora non vedo l'ora di ripartire, succederá chissá quando...
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Gianlu
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Gianlu »

Un bellissimo racconto, grazie!
La calma è la virtù dei forti, la pazienza dei genealogisti... - Gianluca

cannella55
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da cannella55 »

Non ho ancora approfondito la ricerca nei cimiteri, se non in quello del paese dove i miei hanno vissuto dal 1500 e rotti.
Tombe così antiche non ce ne sono ovviamente anche perchè i vecchi camposanti sono stati smantellati e quello attuale è molto più recente.
Nessuna scoperta particolare, i miei sono sempre stati pochi e non hanno avuto discendenze numerose.
L'unica cappella di famiglia è la mia, ho solo trovato qualche collaterale, ma non ho approfondito.
Non sarei nemmeno in grado di pianificare una visita come la tua, ma ho la fortuna di avere i luoghi ad un'ora da casa!
La sensazione provata è quella di una profonda malinconia nell'attraversare i viali dove i visi ed i nomi mi hanno riportato a persone conosciute durante l' infanzia o la giovinezza.
All'inizio, anni fa, avevo quasi timore nel presentarmi con il taccuino e il cellulare per fare delle foto, come se violassi l'intimità della gente sepolta, ma poi ho pensato, che molti non sarebbero stati ricordati, se non fossi passata io con la mia curiosità e che forse sarebbero stati contenti della mia intrusione nella loro vita passata.
Tante le tombe abbandonate, le cappelle chiuse, a celare forse qualche scoperta inattesa, ma impossibile da verificare.
Ho salutato con affetto bottegai, medici, farmacisti, sportivi, amici defunti da giovani, che hanno fatto da cornice alle mie estati in paese e che ricordo con nostalgia perchè le mie radici sono lì, tra quelle pietre tombali, tra i campi, che fanno da baluardo al piccolo cimitero.
La sensazione più forte è stata quella di appartenenza, pur nel dolore, che ogni volta si rinnova.
Non lo so se avrò il coraggio di visitarne altri, anche se più o meno sono nella stessa zona, a pochi chilometri di distanza, ma ne sento quasi il dovere perchè molti di loro non hanno più nessuno che vada a visitarli o a portare loro un fiore ed io sono proprio l'ultima, che possa farlo....

Aster
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Aster »

cannella55 ha scritto:
mercoledì 8 giugno 2022, 16:24
Non lo so se avrò il coraggio di visitarne altri, anche se più o meno sono nella stessa zona, a pochi chilometri di distanza, ma ne sento quasi il dovere perchè molti di loro non hanno più nessuno che vada a visitarli o a portare loro un fiore ed io sono proprio l'ultima, che possa farlo....
E' proprio questa la motivazione che mi spinge ad andare alla ricerca, anche nei cimiteri, di persone che nessuno più ricorda. Mia mamma ha avuto un fratello morto piccolo, prima che lei nascesse, nel 1939, e quando le ho chiesto dove era sepolto lei mi ha guardata con uno sguardo smarrito....e mi ha detto che non ricorda di essere mai andata a trovarlo. Ho provato una stretta al cuore per questo bimbo dimenticato da tutti. Sono andata io a cercarlo ma, non so per quale motivo, non c'è più. C'è la sua nonna (mia bisnonna) morta nel 1935 ma lui non c'è. Ero così speranzosa di trovarlo e dirgli che, sebbene la sua vita fosse stata così breve, qualcuno sapeva che era passato su questa Terra e lo considerava lo zio che non aveva potuto conoscere. Forse sono troppo sentimentale...ma non mi importa. Sono cose intime che ognuno gestisce come meglio crede.

Matteorm83
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da Matteorm83 »

cannella55 ha scritto:
mercoledì 8 giugno 2022, 16:24
Non ho ancora approfondito la ricerca nei cimiteri, se non in quello del paese dove i miei hanno vissuto dal 1500 e rotti.
Tombe così antiche non ce ne sono ovviamente anche perchè i vecchi camposanti sono stati smantellati e quello attuale è molto più recente.
Nessuna scoperta particolare, i miei sono sempre stati pochi e non hanno avuto discendenze numerose.
L'unica cappella di famiglia è la mia, ho solo trovato qualche collaterale, ma non ho approfondito.
Non sarei nemmeno in grado di pianificare una visita come la tua, ma ho la fortuna di avere i luoghi ad un'ora da casa!
La sensazione provata è quella di una profonda malinconia nell'attraversare i viali dove i visi ed i nomi mi hanno riportato a persone conosciute durante l' infanzia o la giovinezza.
All'inizio, anni fa, avevo quasi timore nel presentarmi con il taccuino e il cellulare per fare delle foto, come se violassi l'intimità della gente sepolta, ma poi ho pensato, che molti non sarebbero stati ricordati, se non fossi passata io con la mia curiosità e che forse sarebbero stati contenti della mia intrusione nella loro vita passata.
Tante le tombe abbandonate, le cappelle chiuse, a celare forse qualche scoperta inattesa, ma impossibile da verificare.
Ho salutato con affetto bottegai, medici, farmacisti, sportivi, amici defunti da giovani, che hanno fatto da cornice alle mie estati in paese e che ricordo con nostalgia perchè le mie radici sono lì, tra quelle pietre tombali, tra i campi, che fanno da baluardo al piccolo cimitero.
La sensazione più forte è stata quella di appartenenza, pur nel dolore, che ogni volta si rinnova.
Non lo so se avrò il coraggio di visitarne altri, anche se più o meno sono nella stessa zona, a pochi chilometri di distanza, ma ne sento quasi il dovere perchè molti di loro non hanno più nessuno che vada a visitarli o a portare loro un fiore ed io sono proprio l'ultima, che possa farlo....
Ciao Cannella
Hai toccato un punto importantissimo. Aldilá delle ricerche genealogiche, i nostri cari sono destinati ad essere dimenticati. É solo questione di tempo. I meno sfortunati rimangono per molti decenni, a volte passa un secolo o poco piú. Molti invece, dopo 10 o 20 anni vengono rimossi per far spazio ai "nuovi". É il caso di mia nonna, sepolta in un grande cimitero di Roma. Venuta a mancare 15 anni fa, é giá in una cassettina nell'ossario.
Le cappelle durano di piú ma ne ho viste tante semi abbandonate. I fiori erano secchi, polverr e ragnatele dappertutto, segnavano una mancanza di visitatori prolungata nel tempo. Una cosa che mi ha stupito molto sono le croci a terra, soprattutto quelle senza piú nome o foto e con vistosi segni dello scorrere del tempo. Ci si imbatte talvolta in croci non riconducibili a nessuno ma con fiori sempre freschi, segno che c'é qualcuno che si preoccupa di chi sta per essere dimenticato. Noi facciamo qualcosa in piú, manteniamo il ricordo vivo e documentato.

Matteo
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da cannella55 »

Sono sentimentale anche io e con il trascorrere degli anni sempre più sensibile nei confronti del tempo trascorso e di quello, che ancora mi resterà...
Anche mia mamma ha avuto un fratello morto ad 1 anno, uno zio che non nomina mai nessuno, ma so dov'è sepolto, insieme ai bisnonni e ad un prozio morto in modo tragico.
Ora che mia mamma non c'è più, passo io a salutarli e aver trovato informazioni su di loro, che non avevo, me li ha resi più vicini.
A novembre seguo le orme di mio padre, andando a visitare le persone, che lui ricordava sia di famiglia che non, sepolte in vari cimiteri.
Nei loro visi vedo lui e anche me stessa, ripercorro il loro vissuto, fotografo le date, sbiadite per lo più, cercando con gli scatti di perpetuarne la memoria.
La mia è una storia famigliare fatta di tanto dolore ed abbandoni prematuri, ma la mia testardaggine nell'inseguire le vicende di chiunque sia legato ai miei, mi dà l'illusione che il loro passaggio sulla Terra non sia stato vano.
Grazie per il tuo racconto, che ho letto con interesse.
Lorena

margravio
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da margravio »

Bello! Io amo visitare i cimiteri, oltre che per le ricerche che sto ancora conducendo, per la storia e le storie che racchiudono.
In particolare quello della mia città di origine ma anche quelli delle città dove ho risieduto nel tempo, proprio per quel senso di amicizia che mi lega ancora a tanti amici e conoscenti che non ci sono più.
Ne ricevo sempre un senso di tranquillità, mi aiuta a riflettere ed a staccare la spina dai pensieri di sempre.
Purtroppo la gentaglia che anima alcune città, a differenza di ormai diversi anni addietro, costringe la struttura a tenere le cappelle private, ma non solo, perennemente chiuse. Un tempo invece...
Certo...mia moglie mi guarda con sospetto...ma non si può essere in linea con tutti :D

luntardo
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da luntardo »

Un contributo da Genova e dal suo Cimitero Monumentale
https://www.youtube.com/watch?v=3vP7UeqabuA
Dal minuto 3:00

saluti

cannella55
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da cannella55 »

La butto sul ridere!
Un mio amico mi ha raccontato, che la moglie, dopo alcuni momenti di sbigottimento, è stata ben contenta di sapere, che il marito girasse per cimiteri con lo scopo di fotografare tombe e simili.
Gli ha detto: "Meglio lì, che altrove, almeno non ci sono tentazioni"!!

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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da BlackPanther72 »

La butto sul ridere anch'io Cannella...
La moglie non ha calcolato però le vedove da consolare!!

cannella55
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Re: Cronache di un tour per cimiteri

Messaggio da cannella55 »

Ussignur, non ci avevo pensato!!
Vedove...consolabili, però!!

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