matrimoni pre-concilio di Trento

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MauroTrevisan
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matrimoni pre-concilio di Trento

Messaggio da MauroTrevisan »

Da un po' sto cercando i miei antenati negli atti notarili, e finora ne ho trovati una sessantina (non sono tutti) riguardanti un 15-20 persone. Di questi solo 4 riguardano dei matrimoni. Mi chiedevo se all'epoca (pre-1600) i matrimoni dovessero essere necessariamente registrati con un atto notarile, oppure se bastava l'atto religioso (se c'era, ma penso di sì), e quindi l'atto notarile era facoltativo. La domanda nasce dal fatto che ne ho trovati ben pochi di atti riguardanti matrimoni, e mi chiedevo se per caso fossero da qualche parte (e quindi devo fare ulteriori ricerche), o se proprio possono non esistere.
Voi che esperienze avete avuto in merito?
Grazie
Giuseppe 1881 < Paolo 1851 < Angelo 1817 < Guglielmo 1785 < Domenico 1751 < Antonio 1720c < Santo 1689 < Antonio 1652c < Agnol 1625c < Francesco 1606 < Bernardo < Francesco < Antonio

Kaharot
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Re: matrimoni pre-concilio di Trento

Messaggio da Kaharot »

Generalmente gli atti che si trovano nei notai non sono atti matrimoniali, ma Capitoli, in cui le parti si accordavano circa la dote da versare ai due nubendi, quindi, a livello canonico-giuridico, non hanno legami con la celebrazione del matrimonio. Assumevano valore giuridico in riferimento alla dote (a.e. la donna poteva denunciare il marito se stava sperperando la sua dote) o in caso una delle due parti veniva meno alla promessa di matrimonio e poteva essere denunciata per risarcire del danno la parte lesa. Ma, sostanzialmente, lo scopo principale era quello della dote, per cui magari la mancanza di questi atti può indicare che in quell'epoca e in quelle zone non era così tanto diffusa l'usanza di dotare i nubedi tramite atto notarile.
Nell'epoca a cui ti riferisci esisteva un rito di matrimonio, che era simile a quello che si troverà poi nel Rito Tridentino: i nubendi si presentavano prima per fare le promesse (oggi questa fase è stata sostituita dal processetto e dalla richiesta di pubblicazioni ecclesiastiche), venivano fatte le tre denunce, gli sposi manifestavano il mutuo consenso davanti al sacerdote e ad alcuni testimoni, nella messa solenne più vicina gli sposi venivano benedetti. Nei secoli precedenti rimaneva più o meno questa formula invariata con la sola differenza che il matrimonio avveniva davanti la chiesa, ovvero in piazza, in modo che il consenso fosse manifestato davanti a tutto il paese.
Per rispondere esaurientemente alla tua domanda, però, servirebbe qualche studio fatto localmente, perché dobbiamo sempre ricordare che in quei tempi l'attuale stato italiano era diviso in diversi regni e ognuno aveva una propria legislazione, che poteva variare sensibilmente da zona a zona; inoltre prima del Concilio di Trento anche nella Chiesa vi era una certa fluidità sulla regolamentazione di alcune cose (in Italia, ad esempio, esistevano il Rito Romano, il Rito Ambrosiano, il Rito Patriarchino, il Rito Gallicano-Siculo e prima il Rito Bizantino).
La memoria è la porta indispensabile per entrare nel futuro!
K.

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MauroTrevisan
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Re: matrimoni pre-concilio di Trento

Messaggio da MauroTrevisan »

Grazie per la spiegazione.
Nel mio caso particolare stiamo parlando del Veneto, di Treviso in particolare, che all'epoca era sotto Venezia.
Giuseppe 1881 < Paolo 1851 < Angelo 1817 < Guglielmo 1785 < Domenico 1751 < Antonio 1720c < Santo 1689 < Antonio 1652c < Agnol 1625c < Francesco 1606 < Bernardo < Francesco < Antonio

Kaharot
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Re: matrimoni pre-concilio di Trento

Messaggio da Kaharot »

MauroTrevisan ha scritto:
domenica 30 agosto 2020, 23:49
Grazie per la spiegazione.
Nel mio caso particolare stiamo parlando del Veneto, di Treviso in particolare, che all'epoca era sotto Venezia.
Non conosco la situazione specifica, perché ho studiato la storia di tutt'altra parte (la Sicilia).
Bisognerebbe in questo caso studiare la legislazione della Repubblica di Venezia per la parte giuridica e quella canonica del Rito Patriarchino per la parte ecclesiastica, perché, da quel che ho capito, il Rito Patriarchino era diffuso nei Patriarcati di Aquileia, Grado e Venezia; e Treviso dovrebbe essere stata una diocesi suffraganea di Aquileia.
La memoria è la porta indispensabile per entrare nel futuro!
K.

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