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il testamento della zia Lucrezia

Inviato: lunedì 16 dicembre 2019, 14:15
da 77vale
avrete letto qualche settimana fa che provavo a cominciare a scandagliare gli atti dei notai della zona per trovare info riguardo gli antenati visto che non mi restavano altre vie per continuare la ricerca tra fine '600 e inizi '700.

Uno dei documenti più significativi che finora ho trovato è quello del testamento della "zia Lucrezia", che a 75 anni circa, vedova e malandata, senza figli maschi lascia tutto ai nipoti, figli dei fratelli del marito (tra cui anche il mio ascendente).
Lucrezia lascia una certa somma alle due figlie, sposate. 14 ducati l'una a patto che non rompano le balle agli altri eredi altrimenti si devono accontentare di 10 ducati.
Con 14 ducati ho visto che ci si poteva comperare "una pezza di terra".


Il contesto è di un paesino sopra il lago di Garda, completamente agricolo, poca gente e anche pochi averi. Si tira avanti con le vigne, gli ulivi, qualche pecora. Periodo di lunga pace per tutto il secolo, qualche epidemia ma non vere e proprie pestilenze. Insomma, si viveva...abbastanza, dai.



Io vi metto il documento originale con quello che ho trascritto io (solo la parte in italiano).
se qualcuno riesce a completare le parti che mi mancano...tra l'altro ci dovrebbe anche essere scritto cosa se ne devono fare le donne del suo lascito.

a voi! (portate pazienza ma non c'è verso di caricare l'immagine diritta...)

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Donna Lucrezia del fu Pietro Bonetti vedova del fu Benedetto Peretti di detto fuoco, sana per grazia di Dio nella mente ed intelletto benché dal corpo indisposta, desiderando a quiete dell’animo non disperdere dei suoi beni, perché quelli dopo la sua morte ponino conformi alla sua volontà ha determinato fare il punto, suo ultimo testamento riepilogativo senza….col mezzo del quale:
Prima devotamente raccomanda l’anima sua all’onnipotente ed eterno Dio ed alla di lui beatissima madre, perché quando dal corpo verrà separata possa essere fatta partecipe di quella gloria celeste, ordinando che il suo corpo vero cadavere sia seppellito nel cimitero di Albisano con l’olio di otto reverendi sacerdoti, compreso il reverendo parroco.
Aggrava ….. suoi eredi a farle celebrare anche il settimo della medesima quantità di sacerdoti anche questo in suffragio dell’anima sua ed in remissione dei di lei peccati.
Per titolo di legato e di istituzione e così ogni più valido nodo che sa e può …., e lega la detta portatrice a Caterina moglie di Antonio Scala et a Margherita moglie di Giuspeppe Finotti sue figlie ducati quattordici del grosso per cadauna o in dinari o in facti effetti mobili secondo meglio potranno gli eredi nel termine però d’anni due da di della mia morte e senza alcun prò. Li quali ducati quattordini dal grosso per cadauna servano e servir le debbano per …………………………………………….
Comandandole che chiamar si debbano tacite, contente e soddisfatte e che non debbano inquietar ne perturbar gli eredi in pena di conseguire solamente ducati dieci del grosso per cadauna che così è la volontà risoluta della medesima testatrice.
Nel resto poi delli altri beni mobili, immobili, ragioni e azioni, nomi di debitori e creditori ad essa portatrice in qual si voglia modo spettanti o appartenenti e che in avvenire spettar le potranno, suoi eredi universali …di bocca propria nomina e vuole che siano Giovanni di fu Pietro Peretti e Benedetto, Bartolomeo e Pietro di fu Giobatta pure Peretti, detti di lei nipoti ugualmente fra di loro e con uguali porzioni e ciò per ricognitione della servitù ed assistenza che portano alla medesima testatrice.
24 febbraio 1752

Re: il testamento della zia Lucrezia

Inviato: lunedì 13 aprile 2020, 8:22
da bigtortolo
Testamentum Lugretiae quondam Petri Bonetti vidua quondam Benedicti Peretti de Albisano
In Christi nomine, anno a nativitate eiusdem 1753, Inditione prima, die Martis quarta mensis septembris. In contrata Bardini pertinentia Albisani, in camera cubiculari domus habitationis infrascriptae testatricis Presentibus admodum Reverendo domino Aloisio Barbieri parroco dicti loci adhibito in deffecto alterius (...) una cum me notario infrascripto, ad scribendum et (...) presens testamentum ut infra, videlicet Reverendo domino Francisco Sperini quondam domini Iacobi Cappellano, Antonio Rizzi quondam Baptistae, Petro Rizzi eius fratre, Petro Barbarani filio Iacobi, Iosepho Pelosi quondam Hieronimi, Dominico Menegari quondam Antonii, et Consolato Peretti filio Baptistae omnibus de Albirano, testibus idoneis, notis, adhibitis specialiter, ac rogatis infrascriptamque testatricem cognoscere (...)

Donna Lucrezia del fu Pietro Bonetti vedova del fu Benedetto Peretti di detto luoco, sana per grazia di Dio nella mente ed intelletto benché del corpo indisposta, desiderando a quiete dell’animo suo disponere de suoi beni, perché quelli dopo la sua morte possino conformi alla sua volontà ha determinato fare il presente suo ultimo testamento nuncupativo senza scritti col mezzo del quale:
Prima divotamente raccomanda l’anima sua all’onnipotente ed eterno Iddio ed alla di lui beatissima Madre, perché quando dal corpo sarà separata possa essere fatta partecipe di quella gloria celeste, ordinando che il suo corpo vero cadavere sia seppellito nel cimittero di Albisano coll’(...) di otto molto reverendi sacerdoti, compreso il reverendo parroco.

Aggrava gl’infrascritti suoi eredi a farle cellebrare anche il settimo della medesima quantità di sacerdoti, anche questo in suffragio dell’anima sua ed in remissione de di lei peccati.

Per titolo di legato, d’istituzione e con ogni più valido modo che sa e può lascia, e lega la detta testatrice a Cattarina moglie di Antonio Scala, et a Margharitta moglie di Giuseppe Finotti sue figliole ducatti quattordici del grosso per caduna, o in dinari, o in tanti effetti mobili secondo meglio potranno gl’infrascritti eredi nel termine però d’anni due da dì della sua morte e senza alcun prò. Li quali ducatti quatordici dal grosso per caduna servano e servir le debbano per saldo, e compito pagamento di quanto mai (...), o (...) pretendere della tenue eredità di lei testatrice.
Comandandole che chiamar si debbano tacite, contente e sodisfatte e che non debbano inquietar ne perturbar gl’infrascritti eredi in pena di conseguire solamente ducatti dieci del grosso per caduna che così è la volontà risoluta della medesima testatrice.

Nel resto poi delli altri beni mobili, stabili, ragioni e azioni, nomi di debitori e creditori ad essa testatrice in qual si voglia modo spettanti o appartenenti e che in avvenire spettar le potranno, suoi eredi universali instituisce, di bocca propria nomina, e vuole che siano Zuane quondam Pietro Peretti e Benedetto, Bartolamio e Pietro quondam Battista pure Peretti, detti di lei nipoti ugualmente fra di loro e con uguali porzioni e ciò per ricognitione della servitù ed assistenza che prestano alla medesima testatrice, che cos’ &
24 febbraio 1752